Alfano: "La vita del governo Letta dipende da noi"

“A questa domanda può dare una risposta solo il Capo dello stato". Così ha risposto oggi il leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva di commentare la richiesta di Forza Italia di aprire una crisi formale di governo dopo la scelta di Silvio Berlusconi di lasciare la maggioranza una volta decaduto dal Senato. Nel corso della conferenza stampa in cui il vicepremier ha presentato le misure della legge di stabilità, l'ex delfino del Cav. ha spiegato che "la valutazione spetta al capo dello Stato dopo aver parlato con il presidente del Consiglio". Cerasa Perché la decadenza del Cav. spinge Renzi verso l’imbuto lettiano - Di Michele Violante, Onida e altri democratici sconfitti dai manettari anti Cav.
23 AGO 20
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"A questa domanda può dare una risposta solo il Capo dello stato". Così ha risposto oggi il leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano, alla domanda di un giornalista che gli chiedeva di commentare la richiesta di Forza Italia di aprire una crisi formale di governo dopo la scelta di Silvio Berlusconi di lasciare la maggioranza una volta decaduto dal Senato. Nel corso della conferenza stampa in cui il vicepremier ha presentato le misure della legge di stabilità, l'ex delfino del Cav. ha spiegato che "la valutazione spetta al capo dello Stato dopo aver parlato con il presidente del Consiglio. Comunque va segnalato che il voto sulla legge di stabilità si è tradotto in un voto di fiducia a questo governo. Dopo aver valutato tutti questi tre fattori, spetterà sempre al presidente della Repubblica prendere una decisione".
IL CONTRATTO "ITALIA 2014" - "Vogliamo realizzare un nuovo e concreto patto di programma subito dopo la fine del congresso del Pd. L'obiettivo è di realizzarlo subito dopo l'approvazione finale della legge di stabilità e dopo il congresso del Pd. Vogliamo fare un 'contratto di programma' e vogliamo chiamarlo 'Italia 2014'". Per Alfano, inoltre, la stipula di un "contratto di governo nuovo", potrebbe essere l'occasione per sancire un "rinnovamento del programma dell'esecutivo", proprio alla luce della scelta di Forza Italia di lasciare la maggioranza. "Vogliamo far sì che nel contratto di programma – ha aggiunto Alfano – senza troppi giri di parole, con obiettivi chiari, si dica agli italiani con franchezza che cosa questo governo intende fare nel 2014 per il bene dell'Italia e degli italiani. Noi sappiamo bene che occorre cambiare subito la legge elettorale per restituire ai cittadini il diritto di scelta di deputati e senatori; sappiamo bene che è finito il tempo in cui due Camere facciano lo stesso lavoro costando il doppio; sappiamo bene che occorrerà diminuire la tassazione sul lavoro e premiare il salario di produttività; sappiamo bene che sui temi dell'immigrazione non si può immaginare di andare avanti con una strategia che sia di emergenza, ma noi dobbiamo fare un contrasto permanente all'immigrazione clandestina e pensiamo che questo sia uno dei temi fondanti del contratto di governo".
DA SOLI ALLE EUROPEE - Alle prossime europee il nuovo centrodestra di Angelino Alfano correrà da solo. Ad annunciarlo è stato lo stesso leader di Ncd: "Alle europee noi andremo con la nostra sigla e il nostro simbolo che verrà presentato il 7 dicembre. Ci presenteremo con il nuovo nuovo partito".
FI E LA FORZA DEL NCD - In conferenza stampa Alfano ha poi precisato quale sia l'assetto dei politici del gruppo di Forza Italia all'interno dell'attuale esecutivo: "Ho avuto poco fa una riunione a Palazzo Chigi su questa vicenda. Allo stato non si è dimesso nessuno dei cinque esponenti di Forza Italia che sono al governo". Tornando poi a parlare del suo nuovo partito, Alfano ha rimarcato il peso politico della sua nuova formazione: "Noi abbiamo parlamentari sufficienti per tenere in vita il governo, ma anche viceversa".
LA REPLICA DI BRUNETTA - "Bettino Craxi diceva che per il vecchio Pci i socialisti erano come il salame: dovevano essere tagliati a fette. I tempi sono apparentemente cambiati, ma quel vecchio vizio non è mutato. Angelino Alfano ha guidato la scissione, pensando di operare per il bene del Paese. Intento nobile, ma non condiviso dai suoi nuovi alleati. Pensava di trovare una sponda nei riformisti – che non hanno mai contato nulla – in quel partito. Ed invece si trova nell'angolo: costretto a bere l'amara medicina dell'impotenza", ha dichiarato Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. "Eppure gli avvertimenti – secondo Brunetta – erano stati chiari. Quando Renzi e Cuperlo spronano Letta ad agire, non lo fanno per governare, con saggezza, il complesso equilibrio sociale italiano, ma per spostarne l'asse: togliere al popolo dei loro avversari e trasferire al proprio. Che non sia un'operazione intelligente è dimostrato dal fatto che queste misure creano incertezza e turbamento. Allarmano la pubblica opinione. Ma quando mai i comunisti hanno governato con il consenso? Lo hanno fatto quando sono stati costretti, ma ora che il leader del centrodestra è apparentemente fuori gioco, la voglia di stravincere diventa irresistibile", ha concluso.